Poetari

9 settembre 2026, Mantova

[Arte] opere di Giorgio Milani. Ci sono luoghi in cui l'esposizione di opere d'arte hanno il potere di coinvolgere, con un pathos "narrativo", sia le corrispondenze di un pensiero che si è fatto materia, sia la percezione di una fortissima unità tra l'edificio ospitante e la sua analogia con il corpo umano. In questa dimensione di relazione, L’artista Giorgio Milani si appropria dello spazio Galleria Arrivabene2, che dal 9 settembre al 17 ottobre 2026 presenta e ospita “Poetari”. Giorgio Milani, piacentino di nascita, classe 1946 trova nella sua esperienza artistica un linguaggio vero e proprio dove la “lettera” diventa la sua cifra linguistica, assemblando caratteri mobili in legno per la stampa non più in uso che l’artista trova e raccoglie nei magazzini di vecchie tipografie e ricicla come materiali per l’arte. Sono caratteri che, idealmente, conservano la memoria di tutto quello che hanno stampato, la memoria di tutto il sapere umano. Una nuova scrittura si ricompone nel suo immaginario passando da corpo e materia a qualcosa di immateriale o incorporeo. Questo avviene dalla consapevolezza della scomparsa del valore strumentale della lettera. E se il passaggio dall’età preistorica, all’età antica e l’inizio della storia umana, coincide con la scrittura, ecco che nella consapevolezza dell’era virtuale il processo sembra indebolirsi e mettere in atto un’involuzione di percorso. Questa consapevolezza produce una narrazione letteraria che possiamo definire “liquida” non più solida. Ecco che nella produzione dei “Poetari” accanto alle torri e ai libri d’artista, dal materiale tende all’immateriale almeno nei concetti. Le lettere nella nuova riformulazione diventano silenziose o ricomposte in un ermetismo dove il significato sfugge al nostro sapere. Una ricerca quindi verso il sublime dove l’opera si colloca in una dimensione di confine tra scultura, grafica e riflessione concettuale stratificando segni, lettere e alfabeti reali e immaginati veri e propri archivi di memoria. Nel percorso espositivo tutto si colloca come un racconto muto pieno di enigmi da decifrare. Lettere e segni sono raccolti in andamenti regolari in spazi ritmici e musicali, non producendo note o accordi. Una biblioteca di silenzio dove non si dice e non si rivela, ma si nasconde. Diceva Wittgenstein che: “con il linguaggio non possiamo andare oltre i limiti dell’evidenza”. Anche Milani ha creato un linguaggio evidente, anzi addirittura plastico, ma che ci fa constatare i limiti dell’evidenza come le ambiguità le obliquità e i segreti della parola. Parola che sembra farsi voce o forse una voce d’aiuto nella serie “lettere a…”, dove in una successione formale ripetuta e rigorosa di carmi figurati, la crisi della scrittura lascia spazio all’immagine come unico mezzo di comunicazione del sapere.

Quando
dal 9 settembre 2026 alle 08:00 al 17 ottobre 2026 alle 17:30
Dove
Spazio Arrivabene 2., via Giovanni Arrivabene, Mantova
Categoria
Mostre e arte

Poetari si svolge a Mantova dal 9 settembre 2026 al 17 ottobre 2026, presso Spazio Arrivabene 2..