15 gennaio 2026, Musei Capitolini
Sarà ospitato nelle sale della Pinacoteca dei Musei Capitolini il progetto espositivo "Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva". Curato da Costanza Barbieri (coordinatrice del Work Package 2 di EAR - Enacting Artistic Research e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma) e Claudio Seccaroni (ENEA), propone un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti conservati presso la Pinacoteca Capitolina accompagnando il visitatore alla scoperta delle fasi di ideazione e realizzazione delle opere, mettendo in luce ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti e invisibili all’occhio umano. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzatodall’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito del Progetto EAR - Enacting Artistic Research, finanziato dall’Unione europea - NextGenerationEU, con fondi a valere sul PNRR. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.Catalogo edito da Artemide Edizioni. Sottoposte ad analisi scientifiche attraverso strumenti di imaging, riflettografia e spettroscopia, le opere rivelano i segreti della tecnica con cui sono state realizzate. È il caso del dipinto Cristo e l’adultera (1525-1528) di Jacopo Palma il Vecchio, con le varianti lasciate a vista per il gesto della mano di Cristo o della tela di Guido Reni raffigurante l’Anima beata (1640-1642), che l’autore ha modificato in corso d’opera variando la posizione delle gambe e delle ali o delle varie fasi di realizzazione nei dipinti del Garofalo. Il percorso espositivo prende avvio all’ingresso della Pinacoteca, dove il visitatore viene accolto da installazioni multimediali che illustrano le fasi di indagine propedeutiche al progetto, condotte con metodi non invasivi sui dipinti scelti dall’equipe del progetto EAR WP2 dell’Accademia di Belle Arti di Roma per “mostrare l’opera in corso di realizzazione, come se l’artista fosse ancora al lavoro”. Una possibilità ben illustrata dalle opere custodite all’interno della Pinacoteca Capitolina, a partire dalla SALA II, dove è esposto l’incompiuto di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, messo a confronto con un’analoga opera proveniente dalla Galleria Cantore di Modena. Grazie alle cornici digitali giustapposte alle opere è possibile sfogliare in modo virtuale le fotografie del disegno preparatorio, ottenute attraverso le tecniche di diagnostica non invasiva, e comprendere le varie fasi di realizzazione dei due dipinti, forse differenziate fra maestro e bottega. Proseguendo nella Sala III, il visitatore incontrerà Cristo e l’adultera di Jacopo Palma il Vecchio. Un’opera che costituisce un caso studio particolare: più che a un semplice non finito, qui siamo infatti al cospetto di un’opera ridipinta per modificarne l’originario significato. Rimasta incompiuta alla morte del pittore, è stata parzialmente ridipinta in epoca successiva lasciando irrisolte alcune parti. Il visitatore potrà osservare, sfogliando le immagini digitali, i risultati forniti dalla radiografia digitale, dalla riflettografia infrarossa, dalla fluorescenza UV e dalla MA-XRF, che evidenziano le modifiche subite dall’opera e icambiamenti apportati – nello sguardo dell’adultera, nei suoi capelli e nella posizione della mano del Cristo. La Sala VI, interamente dedicata a Guido Reni, è quella che riunisce il gruppo più cospicuo di opere non finite della Pinacoteca. Qui la prima cornice digitale illustra le fasi di lavorazione del giovanile dipinto Silvio, Dorinda e Linco: mentre la riflettografia infrarossa mostra un abbozzo eseguito con un medium liquido a pennello per i contorni delle figure, la radiografia evidenzia una materia pittorica ricca di biacca. Le dissolvenze progressive tra immagini riflettografiche, radiografie e visibile permettono di seguire le varie fasi di realizzazione dell’opera.La seconda cornice digitale illustra la realizzazione dell’Anima beata, di cui in Pinacoteca si conserva, caso eccezionale per Guido Reni, anche il bozzetto. I risultati conseguiti su entrambe le opere mostrano un processo molto articolato, ricco di pentimenti, che prosegue senza sosta sulla grande tela. Le variazioni investono l’intera figura, ma anche la postura del corpo, delle gambe, delle braccia, delle ali e del panneggio. Significativo è stato, infine, il confronto delle riflettografie del dipinto finale con un disegno preparatorio per un Crocifisso, sempre di Guido Reni; la stretta corrispondenza della figura e delle modifiche ad essa apportate porta a ipotizzare che il pittore sia partito da questo disegno per sviluppare il progetto finale dell’Anima beata. Accompagna l’opera di Guido Reni una realizzazione in 3D del dipinto, con lo scopo di renderla fruibile anche a persone con disabilità visiva e ipovedenti. Infine, sempre in un serrato confronto con le opere custodite dalla Pinacoteca, è...
Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva si svolge a Musei Capitolini dal 15 gennaio 2026 al 4 gennaio 2027, presso Roma.