attentato a Ponte della Priula e successiva rappresaglia

3 aprile 2027, Spineda

3-4 agosto 1944 – attentato a Ponte della Priula e successiva rappresaglia Se da Porta San Tommaso si procede lungo il viale Vittorio Veneto, a destra si vede la Casa di Cura San Camillo, accanto alla quale sorge tuttora Villa Folco, che nel 1943 divenne la sede del Quartier Generale del 29° Comando Militare provinciale dell’esercito repubblichino, diretto dal colonnello Giorgio Milazzo (Nizza, 1893) che risiedeva a Conegliano. Alle ore 8 di ogni mattina un autista lo prelevava da casa con un’automobile di servizio e lo trasportava nel capoluogo. Il 3 agosto 1944, mentre transitava in località Botgo di Susegana, nei pressi del ponte della Priula, Milazzo subì un attentato realizzato da due sconosciuti, che spararono ferendolo leggermente al dito di una mano e alla schiena, causando qualche lieve lesione anche al maresciallo Coco che viaggiava assieme a lui. Quando il veicolo arrivò a Villa Folco una trentina di ufficiali e soldati del 29° Comando Militare provinciale, decisi a vendicare l’oltraggio, raggiunsero il luogo dell’attentato a bordo di un paio di camion, incontrandosi con alcune squadre di Brigate Nere provenienti da Conegliano per lo stesso motivo. Degli attentatori non c’era traccia (non furono mai identificati) e i militi fecero una retata degli elementi sospetti della zona di cui possedevano una lista portata da Treviso. Verso le ore 15 si presentarono all’ingresso dell’osteria “Pozzi” a Falzè di Piave, noto luogo di ritrovo dei “ribelli”, sparando in aria e lanciando bombe, e catturarono il figlio del proprietario Ivo Pozzi (Farra di Soligo, 1925) e il suo compagno Dino De Boni (Sernaglia della Battaglia, 1923), entrambi renitenti alla leva e partigiani della Brigata “Mazzini”. Perquisendo De Boni gli trovarono in tasca alcuni proiettili di pistola e lo trascinarono subito nel retro del locale sparandogli nel ventre e lasciandolo al suolo agonizzante. Saccheggiate e date alle fiamme la casa e l’osteria, i militi ripartirono portando con sé il proprietario Stefano Pozzi, i suoi figli Ivo e Danila, e un loro amico di nome Lino Benincà. Curiosamente alcuni militati tedeschi, che poco dopo passarono di là in automobile, vedendo il disastro si fermarono per aiutare i civili a spegnere l’incendio e a chiamare il direttore dell’Ospedale di Pieve di Soligo, dottor Luigi Lubin, che però poté solo constatare che De Boni era deceduto. Alle ore 19 del giorno successivo (4 agosto) un Tribunale Militare Straordinario - che di norma avrebbe dovuto essere convocato a Treviso - in omaggio al colonnello Milazzo, che abitava al civico nr. 1 di Piazza Cima a Conegliano, si riunì nell’antistante Teatro Accademia, allora sede della Casa del Soldato. Gli imputati erano cinque: 1) Ivo Pozzi; 2) Leopoldo Camillo (Susegana, 1922); 3) Giuseppe Lazzarin (Conegliano, 1915); 4) Beniamino Petrovich (Codogné, 1922); 5) Francesco Tonon, portiere dell’Ospedale di Conegliano. Benché circa i primi due non esistesse alcuna prova di complicità con gli attentatori e gli altri tre fossero stati arrestati qualche giorno prima dell’attacco a Milazzo, ciò che contava per la Corte giudicante era impartire una lezione che fungesse da monito per la popolazione. L’unico a cavarsela fu Francesco Tonon, risultato estraneo alla Resistenza; gli altri vennero destinati alla pena capitale. Quando i quattro condannati uscirono dal Teatro Accademia furono insultati dalla folla dei fascisti affluiti in piazza per conoscere il verdetto e qualcuno gridò che bisognava ammazzarli subito; sarebbero stati linciati se il servizio d’ordine non fosse intervenuto. Caricati su un automezzo furono portati sulle rive del Piave a Susegana e alle ore 21,30 passati per le armi da un plotone di esecuzione di Brigate Nere. In conclusione, le insignificanti lesioni patite il 3 agosto dal colonnello Milazzo e dal maresciallo Coco costarono la vita a cinque giovani patrioti. Per maggiori dettagli vedi Federico Maistrello, XX Brigata Nera, Attività squadrista in Treviso e provincia (luglio 1944 - aprile 1945) , Edizioni Istresco, Treviso, pp. 79-84 e 89-91.

Quando
3 aprile 2027, ore 08:00–21:30
Dove
Ponte della Priula, osteria "Pozzi", Teatro Accademia, Spineda
Categoria
Altro

attentato a Ponte della Priula e successiva rappresaglia si svolge a Spineda il 3 aprile 2027, presso Ponte della Priula, osteria "Pozzi", Teatro Accademia.